Il problema che mi si pone è che a me le chiusure ogivali non vengono tutte uguali.
Alcune vengono saldate (apparentemente) bene, su altre mi rimane un piccolo buchino, su altre non sale la colatina di plastica fusa, insomma mi assale il dubbio che qualcuna sia venuta correttamente e qualche altra meno.
Mentre per una cartuccia ad orlatura stellare si ha un riscontro visivo immediato e la possibilità di misurare determinati valori che ci danno conferme certe sulla bontà del lavoro eseguito, con l'ogivale questo non è possibile perché l'esatta esecuzione della saldatura è "dentro il bossolo" e quindi non visibile all'esterno.
Il metodo di realizzazione di questa chiusura è pur sempre casuale e non ripetibile e destinato quindi, per sua natura, ad essere imperfetto.
Questo crea un grosso problema nella realizzazione di cartucce destinate a selvaggina di pregio dove non posso correre il rischio che le cartucce non siano uniformi fra loro.
Vorrei chiedere a tutti voi e in particolar modo a Gianni quanto influisce sul carico d'estrazione una saldatura "leggera" piuttosto che una fatta come si deve.
Può anche darsi che alla fine le variabili siano minime per cui la mia preoccupazione non ha ragione di esistere e tutti possiamo dormire sonni più tranquilli.
Quello che mi chiedo è se esista la possibilità di standardizzare la produzione delle ogivali tanto da farle venire tutte uguali.
Alla fine si tratta di far salire la cartuccia sempre nella stessa posizione e di inserire il saldatore sempre nello stesso punto e per lo stesso tempo. (Un gioco da ragazzi....).
Nei prossimi giorni chiamo Stefano Veschi e lo strresso un po'....
Se nel frattempo qualcuno ha trovato un metodo per rendere più uniforme la produzione per cortesia lo condivida.
Ringrazio fin da ora quanti vorranno condividere le loro esperienze.
Un saluto
Maurizio
