da Silvio Biagini » 16 set 2012, 21:41
Numerosi interventi di amici lettori a proposito di calibri magnum mi spingono ad aprire questo nuovo argomento. Gli interventi in questione contengono fondamentalmente richieste di suggerimenti su come ricaricare le munizioni magnum...e fin qui va bene. Ve ne sono alcuni, però, che lasciano trapelare, dietro alla richiesta, l'idea di utilizzare queste munizioni magnum per fare "del tiro a segno" riutilizzando più volte i costosi bossoli. Esamineremo con calma questa problematica che è sicuramente percorribile sia per salvare denaro a riguardo dei bossoli, sia perché l'allenamento è fondamentale per riuscire nel tiro. Però...come sempre c'è un però...non si deve esagerare. Ho già parlato in altre occasioni del logoramento di una canna, in special modo all'inizio della stessa, nella "gola" e ho accennato al fatto che un logoramento di questa parte della canna è deleterio per l'accuratezza. Ci ritorneremo. Quello che vorrei accennare subito, o meglio ricordare subito, è la decisamente diversa longevità di una canna magnum rispetto ad una normale. Prendo ad esempio un'arma ben nota ai tiratori di precisione ovvero il SAKO TRG. Di solito, o quantomeno utilizzando normale munizionamento di fabbrica, la vita di un TRG22 7,62x51 (o .308Win) si aggira intorno alle 10.000 unità mentre quella di un TRG42 in .300Win Mag o .338 Lapua Mag difficilmente supera le 2000, anzi più facilmente è al di sotto di questi valori. E' chiaro che se si riducono le prestazioni della munizione, si riduce l'usura della canna che, ricordo, è dovuta a diversi fattori quali la temperatura dei gas sviluppati dalla combustione della polvere che è tanto maggiore quanto maggiore è la quantità di nitroglicerina contenuta, la velocità di espansione dei gas, il diametro ed il peso della palla, il tipo di acciaio utilizzato per la costruzione della canna. Diversi studi nel settore dei magnum (come anche nei calibri normali) confermano che non si può stabilire con esattezza quanto può essere lunga la vita di una canna. Una cosa è certa, quella delle canne magnum non è la più longeva. Quindi, se si intende utilizzare il fucile magnum per il tiro a segno sparando 100 colpi magnum a seduta (se si reggono o sopportano!) molto probabilmente dopo una ventina di sedute la canna comincia a perdere in accuratezza a meno di non intervenire sull'OAL, per esempio. Questo intervento, però, comporta un aumento della camera a polvere e quindi un abbassamento della pressione e di conseguenza una riduzione della Vo, allora modifichiamo la carica e comincia la rincorsa alla ricerca della nuova "formula" sparando ancora altri colpi che a loro volta aumentano l'usura della gola e quindi....Si avanti finché non riesce a capire che il problema non è nella munizione ma nella canna con l'unico risultato di "bruciare" soldi in polvere e pallottole. Cambiare la canna ad un SAKO TRG, soprattutto per uso militare/di polizia, può non essere un problema come, invece, potrebbe esserlo il cambiare la canna di un Weatherby. Se l'arma magnum da utilizzare è la stessa che si intende portare a caccia allora sono sufficienti pochi colpi l'anno per i tiri di mantenimento (in particolare in previsione dell'apertura alle specie cacciabili) o di conferma della bontà della ricarica studiata. Tiri, questi, che seguono quelli di addestramento dove si è imparato ad utilizzare bene il fucile (per esempio facendo un rodaggio completo prima di utilizzare l'arma, oppure facendo raffreddare la canna tra un colpo e l'altro). Conosco persone che quando tirano con un magnum, ancorché "rustico" come quello militare, riescono a trasformare un fucile a "otturatore girevole scorrevole" in un "semiauto"! "A canna calda spara meglio!" è la risposta...contenti loro... salvo poi lamentarsi per la "dispersione" dei colpi e danno quindi la colpa alla ricarica utilizzata ed al manuale dove l'hanno copiata oppure alla fabbrica che l'ha prodotta. Non è mai colpa loro per il cattivo uso che fanno del sistema arma-munizione. Per adesso ci fermiamo qui. Un cordiale saluto, Silvio