Il ‘brunitore a freddo’ che si trova sempre più spesso nelle armerie, ormai da molti decenni, non è altro che una versione ‘fai da te’ delle soluzioni per la brunitura utilizzate già nel ‘800 nelle armi per impiego civile.
Sono ormai molti secoli che l’uomo ha scoperto che per proteggere l’acciaio si usano gli ossidi, in particolare, già dai romani, forgiavano il ferro battuto ed il vasellame, impiegando l’ossido di piombo che si spolverava sulle barre incandescenti amalgamando le superfici che restavano così protette dagli agenti atmosferici.
Nel caso che ci riguarda, passando un adeguata soluzione di composti chimici sul metallo delle canne dei fucili e sulle altre parti esposte all’usura, si può ripristinare la brunitura senza ricorrere a trattamenti industriali di costo maggiore.
Fondamentale è la preparazione del metallo di base per la successiva brunitura. Qui sorgono un infinità di problematiche che inficiano il lavoro, rendendolo sgradevole alla visione in quanto risultante a chiazze di vario colore.
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