Beretta A300: restauro e personalizzazione

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Beretta A300: restauro e personalizzazione

Messaggioda Seven » 25 set 2011, 21:13

Apro questo topic, riunendo un po' quello che avevo scritto già in alcune altre discussioni, relativamente all'intervento che sto portando avanti, riguardante il restauro e la personalizzazione di un classico: Beretta A300.

Ho acquistato il Beretta A300, con lo scopo di personalizzarlo e regalarlo a mio padre, ex cacciatore, che ora si diverte con me nei campi di tiro a volo. Gli ho già procurato il sempreverde S680 per la fossa olimpica, ed ora, vorrei consegnarli il suo "pallino" (l'A300) per farlo divertire al percorso caccia. Lui possiede già un "A302 Lusso" maniacalmente tenuto, ma la canna da 67 lo penalizza un po'...
Invece di regalargli solo la canna, visto che acquistarla abbinata al fucile o da sola poco cambia nel prezzo, alla fine ho optato per lo storico capostipite della serie 300.

L'ho trovato abbastanza compromesso nell'estetica, legni inguardabili, carcassa seriamente graffiata e canna buona (no ruggine, no camolature, no rigonfiamenti, ancora finitura interna cromata a specchio) ma praticamente quasi sbrunita... in più con una botta sulla bindella, vicino alla volata. Dim. 71 cm, camera 70 (ovviamente), strozzatura 2*, seriale "C".
L'ho smontato e disassemblato, gruppo di scatto, percussore, carrello, ecc. perfettamente in ordine, anzi sembra addirittura sia stato in parte già sistemato, dato che l'otturatore/carrello non hanno praticamente alcun segno (sulla culatta praticamente non ci sono segni del fondello delle cartucce) forse è stato recentemente sostituito, dato che le condizioni meccaniche sono ben messe meglio di quelle estetiche (quest'ultime fanno ipotizzare un uso molto intenso).
Mi direte: ma chi te l'ha fatto fare di prendere un fucile così compromesso?
Risposta:
a) un a300 a 180 euro meccanicamente in ordine, con canna seriale "C" non ce lo si può far sfuggire;
b) il gusto e la soddisfazione di dar nuova vitam dignità e decoro ad un pezzo storico, vale tutta la fatica!

L'idea iniziale era quella di:
1) provare a recuperare i legni;
2) brunire tinta "rossiccio/melanzana" (tipo Cosmi) la canna;
3) togliere l'anodizzazione della carcassa e finirla lucidata, e far una piccola incisione (iniziali di mio padre).

Invece:

1) I legni, come detto, sono molto compromessi. L'asta presenta anche una crepa/fessurazione, e sia essa che il calcio sono molto graffiati, ammaccati e bozzati, con gli zigrini molto consunti: difficile sarà ripristinarli e far assumer loro "nuova vita" ed un aspetto decoroso.
Ho così guardato per un set di legni nuovi, ma:
a) la spesa era superiore dell'intero fucile
b) quelli comunque più economici erano freddissimi, venature del legno praticamente inguardabile, sembravano la finitura "Xtra-wood" della beretta: inguardabile.
Ho dunque deciso di provare a restaurarli e recuperarli.

2) La brunitura melanzana, che mi piace davvero tanto, purtroppo con il tipo di acciaio della serie A300 non può esser fatta (con risultati soddisfacenti). Mi è stato detto da diversi armaioli che tale colorazione risulta solo con certi tipi di acciaio, tra cui il Bohler Antinit. Pazienza, ripiegherò con la classica brunitura nera.
Prima di portarla a far ribrunire mi sono detto: perché non provarci! Al massimo butterei qualche ora di tempo e un paio di decine di euro...
Dopo aver riparato in parte la bindella (che era schiacciata), è rimasto però un punto in cui è rimasta danneggiata.
Ebbene, ho preparato la canna sbrunendola con soluzione fosfatante della Ferox, spagliettata con n. 0000, sgrassata e pulita con del cillit bang, lavata ed infine detersa con abbondante acetone.
Per la brunitura a freddo ho impiegato il Perma Blue Paste (in pasta) della Birchwood.
Ho proceduto tre volte, intervallando con sciacqui e paglietta, ed infine applicando il classico Ballistol.
Il risultato devo dire che è buono, fuori da ogni aspettativa. Senza alono e macchie, con colore uniforme.
Ora la canna sta "maturando", tra un paio di giorni, pre oa rimozione Ballistol e sgrassata, darò altre due passate.
Appena finito poserò qualche foto.
Un inconveniente: penso che comunque la brunitura a freddo sia un po' delicatina, sarà che è appena formata, ma se passo il panno oliato questo ha tracce scure di brunitura.
Se rimarrà, bene, sennò la porterò a far brunire.

3) Per la carcassa (e la guardia del grilletto/gruppo scatto) la cosa era troppo complicata... Non volevo rischiare di rovinarla, per cui l'ho portata in una ditta a Gardone V.T., per la sabbiatura, lucidatura e galvanizzazione. Però apportando una personalizzazione: galvanizzazione nera lucida, ma successiva lucidatura "bianco/specchio" delle facce laterali, per cui il nero rimarrà solo nella parte superiore (a prolungamento della canna) e nella parte inferiore (castello grilletto e gruppo scatto). Sul ponticello faccio incidere le iniziale e l'anno di mio papà.

NOTA:
so che i puristi storceranno il naso, sia per il pesante restauro (molti preferiscono lasciare i segni del tempo sul fucile, quale storia di vita vissuta del medesimo) sia per la "customizzazione". Ma volevo qualcosa di particolare e personale. Avere un fucile "vissuto" di una vita a me estranea, usato da altri, non mi interessava. E volevo dargli un po' di nuova personalità, visto che di "standard" c'è già l'A302-Lusso.

Aggiornerò questo topic man mano si delineeranno i risultati, anche con le relative foto. Purtroppo non ho avuto modo di farle prima del disassemblaggio.
Cordialmente,
Andrea
Andrea
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Seven
 
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