Salve a tutti,
da ieri pomeriggio nei siti Natura 2000 della regione Marche vige il divieto assoluto di caccia, lo ha deciso il Consiglio di Stato con sentenza immediatamente esecutiva. Tutto era partito dal ricorso di WWF e LAC che avevano impugnato il calendario venatorio regionale davanti al TAR.
Si tratta di una sconfitta epocale che trova origine principalmente in due elementi:
la regione che andava allegramente avanti con il piano faunistico scaduto a suon di proroghe e l'interpretazione tutta italiana, in senso anti caccia, delle direttive europee circa i siti Natura 2000.
Infatti, questi ultimi, nati e pensati per la salvaguardia degli habitat naturali, nelle mani del belpaese sono finiti fatalmente per diventare una miniera di limitazioni all'attività venatoria.
Fatto sta che, in generale, senza il Piano faunistico approvato le regioni, nel calendario venatorio annuale, non possono prevedere:
1 la caccia in pre apertura
2 la caccia nei siti Natura 2000
3 la caccia nella prima decade di febbraio
4 discostarsi minimamente dalle indicazioni dell'ISPRA circa i periodi di cacciabilità delle specie.
Quindi, care regioni, sapendo che ogni 5 anni avete questo impegno, cercate di non dimostrarvi inadempienti, altrimenti poi è inutile che vi presentiate alle riunioni dei cacciatori facendo gli amici. Sarete amici quando avrete i PFV approvati e perfettamente vigenti, altrimenti paghiamo le tasse venatorie a giugno per vederci la caccia chiusa a ottobre.
In ultimo mi rivolgo a chi le studia tutte pur di metterci i bastoni fra le ruote: vi rendete conto che da oggi tutti i SIC e ZPS delle Marche diventeranno oasi di pace per il proliferare dei cinghiali, sono certo che nessuno di voi è imprenditore agricolo.
