Forse non tutti sanno che ……………… regole, dettami e consuetudini nella caccia al cinghiale
Pochi cacciatori sanno che le regole e le consuetudini della caccia al cinghiale hanno una lunghissima tradizione anzi per meglio dire hanno una tradizione secolare, in quanto le prime tracce certe di una codifica delle regole della braccata al cinghiale sono attribuite a tale Domenico Boccamazza ,Capo caccia di Papa Leone X dal 1512 al 1521. Il Boccamazza racchiude queste regole in un suo libro, anzi nei suoi otto libri sulla caccia, cosi, tanto per gradire.
In primis vorrei far chiarezza su un punto , l’onore dell’uccisione del capo spetta a colui che per primo provochi un “ foro pieno” ovvero una ferita circondata da carne , così avrà lo stesso onore dell’attribuzione della cattura colui che romperà un arto allo sfortunato suide, non sono considerati validi per nessun motivo i colpi di striscio . Per i più “nostalgici “ dirò che la palla ha la priorità sui pallettoni……..
A questo punto che l’animale è morto come lo dividiamo ? Anche qui insistono delle regole da rispettare.
La coratella essendo parte pregiata va all’uccisore, cosi come la testa che va sempre all’uccisore per farne dell’ottima soprassata, la trippa è di pertinenza dello sbuccino o sventratore che di si voglia, invece per le setole più lunghe venivano equamente divise fra i canai salvo che non si cacciasse in riserva, allora queste erano di pertinenza dell’ospite (questa regola mi ricorda tanto quella delle balene spiaggiate sulle coste inglesi ) , le setole più corte venivano date agli sbuccini i quali le potevano vendere o tenere per farne degli ottimi pennelli. Un tempo si divideva anche la cotenna non mi chiedete come si cucina perché non lo so , ma sarà sicuramente sarà squisita anch’essa.
Detto ciò l’attribuzione del capo spetta al capo caccia che a suo insindacabile giudizio attribuisce l’onore dell’uccisione.
Se avete voglia e tempo, leggendo il libro del Boccamazza traspare quanto rispetto va dovuto alla spoglia del cinghiale, mi ripeterò all’infinito, ogni animale va rispettato in toto così da vivo, così da morto
Un caro saluto a tutti
Bernardo
