Per l’ennesima volta si sentono al telegiornale gli accorati appelli rivolti alle regioni chiedendo di posticipare l’apertura della caccia, addirittura alcuni propongono di sospenderla per 2 anni per dare il tempo alla selvaggina di riprendersi vista la calda e siccitosa stagione estiva.
Al momento tutti gli animalisti e ambientalisti fanno squadra al fine di mettere il bastone tra le ruote a chi fa della caccia il proprio stile di vita e la propria passione. Sono del parere che l’attività venatoria debba essere regolamentata, che è necessario prendere misure per salvaguardare le specie minacciate e che ci sia personale predisposto al controllo, per far rispettare le regole, ma in questi giorni più volte mi sono chiesto:
Chissà se le varie associazioni ambientaliste, con lo stesso fervore, si scagliano sulle altre cause che minacciano gli animali? Lottano anche contro all’inquinamento prodotto dalle industrie? Contro l’utilizzo dei pesticidi utilizzati nell’agricoltura che provocano la morte di migliaia di uccelli che si cibano nelle coltivazioni nelle quali vengono utilizzati, e che gli uccelli avvelenati, a loro volta, vengono mangiati da altri animali, avvelenandosi anch’essi?
Si battono per migliorare la gestione dell’immondizia e delle discariche a cielo aperto che favoriscono l’aumento delle specie “nocive” come gazze, corvi, gabbiani, che contribuiscono all’impoverimento della popolazione di molti passeracei?
Cercano di limitare le altre cause prodotte dall’uomo che compromettono l’equilibrio dell’ecosistema, penalizzando alcune specie, favorendone altre?
Si battono per trovare ed attuare le soluzioni che possano veramente aiutare e preservare la fauna locale?
Vanno a tirare il collo a quegli scienziati Australiani che hanno avuto la brillante idea di creare un virus in laboratorio (Mixomatosi) per ridurre la popolazione dei conigli e che, scappandogli di mano, stanno provocando la decimazione dei conigli in tutto il mondo? . Io non credo.
Oltre alla Brambilla che si batte per la tutela dei cani e Berlusconi che si fa fotografare con gli agnelli, in tv non si vede ne si sente nessuno. È molto più facile usare noi cacciatori come capro espiatorio, perché “il cacciatore” è quello che abbatte l’animale in maniera diretta, compiendo un’azione mirata allo scopo, fa più scalpore a livello mediatico, proprio perché forniscono alla popolazione una spiegazione del problema semplice e funzionale. Io mi definisco un animalista! Quando lo dico a quelli contrari alla caccia mi guardano storto, e mi danno dell’ipocrita. In realtà noi cacciatori conosciamo e misuriamo in modo costante e diretto la salute del nostro territorio e annualmente facciamo le statistiche sul passo e sulla salute degli animali, conosciamo le abitudini e i comportamenti degli animali meglio di tanti sedicenti animalisti.
Credo che molti di quelli che si definiscono animalisti non sanno nemmeno di cosa stiao parlando. Un giorno un’amica, che si definisce animalista, si è stupita quando gli svelai “il segreto” che la mucca fa il latte perché partorisce, e il latte serve a sfamare il vitello, allo stesso modo di tutti gli altri mammiferi, e quindi che la mucca non è un di distributore che nasce con il solo scopo di produrre latte per gli uomini.
Voglio portare alcuni esempi: Il colombaccio è una delle specie più cacciate in Italia e pure, recenti studi registrano un aumento annuo della popolazione del 5%. I cinghiali in Sicilia sono in aumento a causa dell’innalzamento delle temperature avute negli ultimi decenni (così ho letto in un articolo sul web). Dimostrazione del fatto che la minaccia per le specie non deriva solo ed esclusivamente dai cacciatori, ma a tutta una serie di sconvolgimenti ambientali causati dall’uomo.
Sarebbe bello se le associazioni dei cacciatori contrastassero questo fenomeno, sensibilizzando la gente, fornendo loro dati concreti, basati su studi condotti da esperti (biologi, ornitologi etc) al fine di toglierci un pò del fango che ci hanno tirato addosso negli anni e, soprattutto, di poter dire con orgoglio di essere cacciatori, senza sentirci a disagio o provare vergogna.
Non so voi, ma a me queste cose mi fanno inc....re!
Un saluto a tutti!
Marco
