Come tutti sanno la legge 157/92 consente l'esercizio venatorio da un'ora prima dell'alba al tramonto. Fino a poco tempo fa, cioè fino a che un mio amico non è stato sanzionato per sforamento dell'orario di caccia (di pochi minuti), avevo sempre pensato che i due momenti fossero qualcosa di approssimativo, da regolarsi con la levata e la calata del sole ad occhio. Invece ci siamo accorti che l'orario di alba e tramonto è stabilito in base alle effemeridi del calendario, su base strettamente scientifica, per di più, variando ogni giorno pure in base alla latitudine del luogo dove ci troviamo a cacciare. Le Regioni, al fine di facilitarci il compito ed evitarci scomode consultazioni della NASA, sono solite prendersi la responsabilità della faccenda in sede di Calendario Venatorio annuale, dove tutti avranno notato che gli orari di caccia sono stabiliti nello specifico, almeno dalle mie parti, peccato che abbiano adottato principi diversi.
Infatti, chi caccia fra l'Abruzzo e le Marche, si sarà accorto che la Regione Marche ha adottato un sistema per cui ogni quindici giorni vi è un incremento o decremento di quindici minuti, mentre in Abruzzo l'orario varia ogni giorno incrementando o decrementando l'orario di un minuto.
Morale della favola: il 03 gennaio 2015 per esempio, per chi cacciava sul confine delle due Regioni, la giornata di caccia terminava alle 16,41 se teneva i piedi in Abruzzo, alle 17.15 se li teneva nelle Marche. Alla faccia dei calcoli scientifici.
Un abbraccio a tutti ed auguri per il nuovo anno.
