Buongiorno, sentivo proprio l'altra sera che da molti esponenti politici è stato proposto il raddoppio delle tasse di concessione governativa, un aumento della tassa regionale e rendere obbligatorie diverse tasse ed anche l'assicurazione anche per tutti coloro che a caccia non ci vanno ma detengono armi a casa (magari ereditate).
Sentendo le motivazioni mi è venuto proprio da ridere, una su tutte.... chi acquista un fucile che costa migliaia di euro, senz'altro non avrà problemi a pagare 300 euro tra tasse e assicurazione anche se non va a caccia, figuriamoci chi ci va!
Ora, a parte il fatto che un fucile dura decine di anni, quindi si spende una volta, è anche vero che esistono fucili che costano 400 euro o magari a qualcuno è stato lasciato dal nonno ecc., mi meraviglia come in sede di discussione nessuna parte politica abbia preso le nostre difese, quindi la proppsta sta andando avanti.
Quello che mi sconcerta ancora di più è che ad oggi, nessuna associazione venatoria ha scritto una riga o chiesto un confronto in merito! Parliamo di unica associazione venatoria, di sindacato dei cacciatori e così via ma ormai non ci crede più nessuno! Difronte ad una proposta del genere, associazioni unite o meno, avrebbe dovuto essere avviato uno stillicidio di contestazioni e richieste di tavoli di discussione! Se ciò non è avvenuto secondo me i motivi sono solamente due: 1) non glie ne frega niente perchè i rappresentanti delle associazioni venatorie sono a loro volta politicizzati; 2) non abbiamo persone sufficientemente preparate a farlo, la relatà è che siamo rappresentati da gente stanca e che probabilmente appartiene al passato, gente che la sua vita di caccia 'hla fatta e non ha voglia di impelagarsi per le generazioni future.
Spero possiate contraddirmi clamorosamente e darmi notizia del fatto che qualcuno si sia mosso e soprattutto che lo abbia fatto sapendo ciò che faceva! A me sembra una battaglia già persa e finirà con l'affossare la caccia una volta per tutte.
E' innegabile che se il provvedimento passasse, ci sarebbe una riduzione di cacciatori del 30% ed è ciò che le associazioni anticaccia si sono auspicate quando si sono accorte che la strada del referendum anticaccia non era percorribile!
