Indubbiamente tra l'emissione del comunicato stampa di seguito riportato ed una possibile reazione da parte delle associazioni venatorie corre troppo poco tempo. Ciò non toglie che il comunicato fa riferimento ad una lunga lista di interventi della grande famiglia degli "ambientalisti" abruzzesi a danno della caccia nella regione. Quindi sarebbe stato auspicabile sentire una o più voci autorevoli levarsi dalla grande comunità delle associazioni, se non,addirittura, una mobilitazione contro determinate prese di posizione. Ora mi chiedo, ammettendo la mia disattenzione verso tale problema, ma quale è la posizione degli ambientalisti contro la "petrolizzazione" della regione che sicuramente farà molto più "male" sotto tanti aspetti non solo alla fauna ed alla flora (terrestre ed ittica) ma anche all'uomo stesso? Determinati ambienti politici (a prescindere dal colore) sono più che favorevoli alle royalties che arriveranno a pioggia a vari livelli (come nel caso delle pale eoliche che molto spesso vedo ferme) e per tali entrate sono disposti a passare sul corpo dei corregionali. Forse per questo nessuno dice niente...e se il problema della lotta alla caccia ed agli "uomini con il fucile" fosse tutta e solo una manovra diversiva? Un cordiale saluto, Silvio
di seguito il comunicato:
COMUNICATO STAMPA DEL 23 OTTOBRE 2012
Primo stop alla caccia a Cervo e Capriolo in Abruzzo. Il WWF: ora Chiodi ritiri ufficialmente la Delibera.
Plauso allazione del Consigliere Acerbo e degli altri 11 consiglieri di opposizione che avevano sollevato il caso.
Febbo e i suoi dirigenti inanellano sconfitte su sconfitte sul fronte venatorio.
Il WWF esprime piena soddisfazione per il parere del Collegio delle Garanzie Statutarie della Regione Abruzzo che ha riconosciuto linvasione di campo esercitata dalla Giunta Regionale sulle prerogative del Consiglio Regionale per quanto riguarda lapertura alla caccia a Cervo e Capriolo.
Da subito il WWF aveva segnalato le numerose incongruenze e le gravissime illegittimità del regolamento approvato dalla Giunta regionale, come, ad esempio, la possibilità per le province di autorizzare lingresso dei cacciatori nelle aree protette per sparare. Tale aspetto è contrario addirittura alla legge nazionale sui parchi 394/91.
Dichiara Dante Caserta, vicepresidente nazionale del WWF In questi pochi anni la Giunta Chiodi, lAssessore Febbo e i dirigenti dellAssessorato Agricoltura hanno subito plurime bocciature da ogni organismo di garanzia chiamato a verificare la legittimità dei loro atti in materia di caccia. Prima il TAR, poi addirittura la Corte Costituzionale, ora anche il Collegio delle Garanzie Statutarie della stessa Regione Abruzzo sanciscono il fallimento di questa politica venatoria. E possibile continuare in questo modo a gestire il preziosissimo patrimonio naturalistico della regione? Chiediamo al Presidente Chiodi di revocare immediatamente la Delibera contestata poichè altrimenti la Regione Abruzzo rischia una nuova sconfitta davanti al TAR a cui dovremo comunque ricorrere visto che il parere del Collegio, seppur autorevole, non produce automaticamente lannullamento della delibera. E un appello che lanciamo anche per evitare ulteriore sperpero di denaro pubblico, visto che un ricorso al TAR impegnebbe gli uffici regionali e lavvocatura che sono pagati dai contribuenti. E una delibera palesemente illegittima ma, soprattutto, contraria alla
sensibilità della stragrande maggioranza dei cittadini abruzzesi e dei turisti che vuole vedere nei nostri parchi e nel resto del territorio animali liberi e non personaggi con unarma a tracolla.
P.S. Ho lasciato il comunicato così com'era, errori di ortografia compresi.
