La preda scrive; il predatore legge

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La preda scrive; il predatore legge

Messaggioda Tonino C » 11 apr 2026, 9:25

Ho una siepe attorno a casa dove nidificano diverse coppie di colombacci
In primavera ,in fase di costruzione del nido si involano alla vista dell’uomo a distanza ravvicinatissima ( meno di 10 metri)
Alla pre apertura di settembre attorno ai campi di girasole da capanno senza richiami ,è raro fare tiri sotto i 40 metri o più. Come mai il predatore rende diffidente la preda in certe stagioni ed in altre no?
La preda scrive, cioè lascia i segni della sua presenza sul territorio
Il predatore li legge, cioè si accorge della presenza delle prede e indugia sul territorio perché fornitore di cibo.
La preda ha nel suo arco per la sopravvivenza l’arma della fuga (ali. gambe veloci e resistenti nella corsa)
Quella della difesa passiva ( pensiamo all’istrice,al riccio)
Quella dell ‘offesa o lotta alla pari con il predatore
C è un altro aspetto che non siamo abituati a considerare: il numero !!!!!!!
Le prede sanno di non essere sole e sanno che un predatore satollo non le insidierà
In primavera ed inizio estate ci sono le prede facili: nidiacei, cuccioli che si immolano sfamando i predatori e rendono tranquilli gli adulti.
Non siamo abituati a considerare gli altri come artefici del nostro destino.
Ci basiamo solo sulle nostre forze , vantandocene.
Gli animali selvatici no, sono animali sociali ( basta pensare alla organizzazione delle migrazioni ) e attraverso il loro istinto ,testimoni della natura.
Quella che vince sempre!!
Tonino C
 
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