La domanda di un nostro amico sui reticoli Mildot,mi offre lo spunto per aprire un nuovo argomento dove sicuramente ognuno, che ha avuto esperienze positive o negative su di un dato reticolo, potrà dire la sua. Questo scambio di idee ed opinioni, come sempre, potrà essere di utilità per tutti coloro che si accingono ad acquistare una nuova ottica. Il tipo di reticolo credo che sia un argomento interessante tenuto anche conto che varie industrie stanno introducendo nell'ambito civile tipologie di reticoli, opportunamente modificati, che fino a non molto tempo fa erano propri del mondo militare. Zeiss, Swarovski, Khales, ed altre maggiori o minori , stanno offrendo nuove forme di reticoli, diversi dai classici n.4 e 4a, che sfruttano principi simili a quelli graduati in milliradianti o in MOA (Mildot, Tmr, ed altri). Un breve cenno storico, senza farlo troppo lungo, credo possa aiutare i meno esperti ad inquadrare questo sistema di riferimento. Il mildot nasce per migliorare la possibilità, per un tiratore scelto, di imporre l'alzo giusto, per colpire un bersaglio posto a distanze diverse da quella di taratura, senza dover ricorrere alla torretta per imporre la corretta differenza di click in più o in meno. Ovviamente devono essere noti due valori fondamentali che sono distanza dell’obiettivo e caduta di traiettoria per quella distanza rispetto a quella di azzeramento. Certe situazioni non consentono grossi margini di tempo per essere risolte, quindi ecco la necessità di sostituire i classici German 4 che, anche se leggermente diversi dai moderni n. 4, erano i reticoli tipici militari prima dell'avvento del Mildot. Con questi reticoli o si interveniva sull’alzo per modificare il punto di impatto del proiettile o (di qui la bravura dell’indiano) si stimava ad occhio la correzione da dare. Per questo, a quei tempi, i cacciatori abituati all’impiego di armi con ottica erano particolarmente apprezzati come tiratori scelti. A partire dagli anni ’60, nuove situazioni belliche diverse da quelle statiche della I^ GM e dinamiche (che spesso diventavano semistatiche e statiche) della II^GM, portarono allo studio di reticoli dotati di riferimenti che consentissero il "tiro con compensazione", ossia sovrapporre un punto diverso e ben definito da intervalli (dot o lineetta) del reticolo, sopra o sotto a quello dell'incrocicchio, sul bersaglio per compensare la differente traiettoria. Tra le varie soluzioni quella che rivoluzionò il reticolo militare fu l’introduzione del Mildot. Aggiungo che, mentre negli USA questo reticolo stava dilagando tra i corpi militari (la Leupold fu la prima ad introdurlo), in Europa si continuava ad utilizzare un N.4 modificato con alcune lineette di riferimento. Questo fin quando anche case come S&B e Zeiss non decisero di allinearsi alle nuove soluzioni negli anni ’90. Nei paesi dell’Est Europa il Mildot non si è ancora affermato. Verso la fine degli anni ’90 –inizio 2000, ecco apparire con la Swarovski un ottica europea destinata alla caccia dotata di un reticolo (il TDS-4) che consentiva il tiro con la compensazione. Il ricco libretto di istruzioni, dotato di etichette adesive per scegliere la giusta relazione con la propria munizione in relazione alla diversa traiettoria, spiegava nel dettaglio come utilizzare questo sistema di puntamento che si basava su 4 linee (e non di punti) di diversa lunghezza sull’asse dell’alzo e di due punti sull’asse della direzione. Quasi contemporaneamente, con lo sviluppo di internet, la casa metteva on-line un semplice programma dove, inserendo i dati della propria munizione, era facile ricavare il calcolo esatto della caduta di questa per poter utilizzare la corretta linea di riferimento nel puntamento. Questo programma nel tempo è stato ulteriormente modificato ed aggiornato con l’introduzione dei nuovi reticoli da parte della casa austriaca. Nel nuovo sistema Z6i è disponibile per alcune ottiche anche il reticolo Bench Rest che è ancora più dettagliato. Stesso discorso vale anche per le altre case, come la Zeiss. Tra le mie ottiche “civili” annovero uno Swarovki 6-24 (del 2000) con TDS-4 ed un Kahles 3-12 (del 2004) con 4D (simile al TDS) e le ho trovate estremamente semplici da utilizzare nel tiro compensato, come le altre con reticolo militare. Non sta a me dilungarmi su tutte le novità che sono state via via introdotte per permettere non tanto più semplici calcoli ma soprattutto più precisi puntamenti con il metodo della compensazione. Le modalità di utilizzo dei reticoli civili sono ampiamente illustrate dalle case nei loro cataloghi on line. Diverso è il discorso di quelle ottiche che utilizzano reticoli militari graduati in Milrad ed in moa, anche se in rete si trovano molte risposte in materia. Cominciamo con il primo che forse è quello più noto con una decina di “puntini” sui due assi di alzo e direzione a cavallo dell’incroccicchio. Due veloci calcoletti. Il milrad da cui prende la denominazione il Mildot (che non significa Punto (dot) Militare (Mil), ma semplice punto graduato in milliradianti) è un sistema di riferimento che utilizza una funzione trigonometrica essenziale per il calcolo delle distanze. Un milliradiante è la millesima parte del radiante (ovvio) e corrisponde a 0.0573 gradi o alla 6283ma parte di un angolo giro. L’impiego del milliradiante trova origine agli inizi del secolo scorso quando,nella cooperazione fanteria-artiglieria, si cercò di individuare un “linguaggio” semplice ed inconfondibile per guidare il fuoco delle artiglierie sugli obiettivi con le necessarie correzioni. L’impiego dei gradi, minuti e secondi era già stato sostituito da altri sistemi di riferimento nella cartografia militare in scala fino alla scala 1:50000. Adesso era necessario, dato il progressivo aumento della accuratezza dei materiali e quindi dei tiri, trovare un sistema da utilizzare più facilmente frazionabile dei gradi. Il ricorso al millesimo (così venne definito il milliradiante) risolse il problema. Tuttavia il numero dei millesimi che compongono un angolo giro (6283) non era facilmente “divisibile” soprattutto negli strumenti di puntamento. Si risolse il problema assumendo per convenzione la suddivisione dell’angolo giro in 6400 millesimi. Così 320 ° (angolo piatto) corrispondono a 3200millesimi, 90° a 1600 e così via fino ad 1° che corrisponde a 17,8 millesimi. Vedremo più avanti qual è la relazione che lega il millesimo al moa (che NON sono la stessa cosa). Cosa è che rende il millesimo (o milliradiante) interessante ai fini del puntamento? Una semplice costruzione geometrica ci indica subito la sua importanza. E’ sufficiente disegnare un triangolo isoscele con angolo di vertice pari a 1°° (così si scrive il valore angolare espresso in millesimi), e altezza pari a 100m per accorgersi che la base corrisponde a 10cm. Quindi un angolo di 1°° a 200m individua 20cm e così via fino a 1000m dove la base di questo triangolo è di 1m. Adesso come entra nel gioco la stima delle distanze? Con un semplice relazione basata su tre elementi che sono angolo, distanza ed altezza del bersaglio, noti due di questi siamo in grado di conoscere il terzo. Pertanto, se sappiamo che mediamente un capriolo maschio adulto è alto al garrese circa 70cm e vediamo che la “sagoma” copre, a partire dal centro dell’incrocicchio, quattro dot o puntini o lineette del nostro reticolo in millesimi significa che abbiamo un angolo di 4°° e pertanto il selvatico si trova a 175m. Oppure nota la distanza (letta con il nostro range finder), leggendo l’angolo di 4°° coperto dalla figura del capriolo inquadrato possiamo dire che si tratta di un esemplare alto al garrese 70 cm. Come si fanno questi calcoli? Semplice, per conoscere la distanza del nostro capriolo (cosa molto importante quando il nostro prezioso telemetro ha esaurito le batterie sul più bello) è sufficiente moltiplicare l’altezza al garrese in metri (0,7m) per 1000 e dividere il tutto per il valore dei millesimi letti (4°°). In questo caso abbiamo 700 / 4 °°= 175m. Se, invece, è nota la distanza è sufficiente moltiplicare questa (175m) per 0,001 e poi moltiplicare il risultato per il valore dei millesimi letti (4°°) per conoscere l’altezza al garrese in metri. In questo secondo caso abbiamo 0.175 x 4°°= 0,7m, ovvero 70cm.
Fin qui abbiamo visto l’importanza del milliradiante nel calcolo di misure (altezze e distanze). Va da sé che, nota la distanza e noto l'esatto valore di caduta della pallottola utilizzata a quella data distanza rispetto al valore di azzeramento del sistema arma-ottica (che si evince dalle tabelle balistiche che non sono quelle semplici poste dietro o nella confezione delle munizioni, quando ci sono), noi possiamo immediatamente individuare questo valore in millesimi e quindi l’esatto punto di mira nel nostro reticolo per poter colpire il bersaglio. La prossima "puntata" riguarda l’impiego dei reticoli in Milrad e MOA nel calcolo della compensazione. Un saluto, Silvio
